Domenica 22 marzo, alle ore 15, lo stadio “Enrico Rocchi” di Viterbo ospita la sfida tra Viterbese e Sorianese.
I gialloblù si presentano all’appuntamento da undicesimi in classifica con 37 punti, costruiti attraverso 8 vittorie, 13 pareggi e 8 sconfitte, con 23 reti realizzate e 22 incassate; il loro recente cammino registra i pareggi con Astrea e Tor Sapienza, seguiti dalla sconfitta contro la Nuova Florida. La Sorianese, decima a quota 38 punti, ha invece un bilancio di 10 vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte, con 31 gol fatti e 38 subiti; nelle ultime tre uscite sono arrivate le sconfitte con Astrea e Salaria, prima del pari contro la capolista Aranova, gara in cui i rossoblù hanno ritrovato ritmo e qualità di manovra.
Un incrocio ravvicinato in classifica, tra due squadre separate da un solo punto, con la Sorianese che nel corso della stagione ha mostrato di potersi confrontare senza timori con qualsiasi avversario.
Il prepartita di Viterbese-Sorianese
Dopo la prestazione solida e strutturata contro la capolista Aranova, che tipo di segnali hai ricevuto dal punto di vista mentale?
«La partita contro l’Aranova è stata interpretata molto bene, sia sotto il profilo tattico sia mentale. La squadra ha letto il momento e ha mostrato grande maturità nel modo di stare in campo: compatta, aggressiva, senza concedere praticamente nulla. Un solo intervento significativo del nostro portiere da palla inattiva, e questo è un dato che certifica l’efficacia della fase difensiva. Dove possiamo crescere è nella rifinitura: siamo arrivati con buona continuità negli ultimi metri, ma siamo stati meno puliti nell’ultimo passaggio.»
In preparazione della gara contro la Viterbese, su quali principi di gioco avete lavorato con maggiore insistenza?
«In vista della gara con la Viterbese stiamo lavorando su più soluzioni, mantenendo la possibilità di interpretare la partita con due sistemi di gioco, come già accaduto in altre occasioni. La scelta definitiva arriverà a ridosso del match. Ci sono aspetti specifici su cui stiamo insistendo molto, soprattutto per aumentare la pericolosità nelle zone decisive del campo. Saranno i dettagli a fare la differenza.»
Guardando al profilo della gara, che partita ti aspetti sotto il profilo tattico ed emotivo? E quanto potrà incidere il fattore ambientale del “Rocchi”?
«Dal punto di vista tattico potrebbe sembrare una gara bloccata, ma non credo sarà così. Noi non affrontiamo la partita in funzione della classifica o della posta in palio: l’obiettivo è sempre quello di esprimere il nostro calcio, con principi chiari e lavoro settimanale alle spalle. Stiamo curando con attenzione alcuni aspetti che riteniamo determinanti e dovremo essere pronti a riconoscerli e sfruttarli durante la gara.
Per quanto riguarda il “Rocchi”, non deve diventare un fattore condizionante. Non dobbiamo subire l’ambiente né caricarci di tensioni inutili: la partita va giocata, non vissuta con ansia. Servono lucidità e precisione nei dettagli, perché saranno quelli a indirizzare l’incontro. Siamo sereni.»
Mister, prima di chiudere, c’è qualcosa che senti di voler aggiungere?
«Permettimi di aggiungere una nota personale: sto vivendo davvero un bel momento e mi preparo a viverne uno proprio speciale: a breve diventerò papà di un bel maschietto.»
Direzione di gara affidata a Matteo Antonucci (Frosinone), assistito da Niroy Emilio Gookooluk (Civitavecchia) e Vincenzo Maria Ritorto (Ciampino).


