Si chiude con una sconfitta di misura il campionato dell’Under 17 provinciale della Sorianese, superata 1-0 sul campo del Calcio della Tuscia al termine di una gara complessivamente equilibrata.
Nel primo tempo i padroni di casa hanno avuto una leggera supremazia territoriale, riuscendo a costruire due o tre situazioni pericolose ben neutralizzate da Capitoni. L’episodio decisivo è arrivato con una conclusione dalla distanza, ben eseguita, che ha portato avanti il Calcio della Tuscia.
La Sorianese ha comunque reagito con ordine, provando a rientrare in partita e creando alcune opportunità importanti con Giovannini, Martellino e Clementi. È mancata, ancora una volta, la concretezza negli ultimi metri: un limite che ha accompagnato diversi momenti della stagione e che anche in questa gara ha pesato sul risultato finale.
La ripresa, giocata in un orario non semplice e con il caldo delle ore centrali della giornata, ha reso la partita ancora più complicata sotto il profilo fisico. I rossoblù hanno provato a restare dentro la gara, senza però riuscire a trovare l’episodio utile per riaprire il risultato.
Sorianese Under 17, il campionato si chiude con 30 punti
Per il gruppo si chiude quindi un’annata difficile, più vicina a una stagione di transizione che a un percorso lineare. Dopo due anni di crescita evidente, la squadra ha dovuto fare i conti con cambiamenti, innesti mancati e diversi elementi aggregati ad altre categorie, con inevitabili ripercussioni sull’equilibrio complessivo.
Resta il lavoro svolto nel tempo, insieme alla consapevolezza che alcune difficoltà non cancellano il percorso costruito. La stagione si chiude con amarezza per il risultato, ma anche con una fotografia chiara dei punti da cui ripartire.
I marcatori rossoblù della stagione
Il campionato dell’Under 17 provinciale si chiude con il nono posto finale e 30 punti in classifica, frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e 12 sconfitte. Un percorso complesso, segnato da diverse difficoltà nella gestione del gruppo e da una rosa non sempre al completo, ma anche da una distribuzione offensiva ampia: Innocenzi ha chiuso da miglior marcatore rossoblù con 9 reti, seguito da Storri a quota 7, Kessassi e Pace con 6 gol, Giovannini, Martellino e Piergentili con 4. Sono andati a segno anche Clementi, Franchi, Manea, Stoika, Suadoni, Assettati, Di Vittorio, Grazzini, Mecocci, Minello, Ragucci e Sugoni.
Il bilancio del mister: “Un gruppo umanamente molto unito”
Numeri che raccontano una stagione non semplice, nella quale la Sorianese ha alternato momenti positivi a passaggi più complicati, pagando soprattutto la discontinuità e alcune assenze in ruoli chiave. A tracciare il bilancio di fine stagione è il tecnico rossoblù.
«Devo essere sincero: questo è un gruppo umanamente molto unito. I ragazzi hanno costruito un legame forte e, proprio per questo, hanno sofferto l’assenza di alcuni punti di riferimento importanti, come Capitoni e Innocenzi. Chi negli anni precedenti si appoggiava anche alla loro presenza ha dovuto affrontare una crescita diversa, più difficile, ma anche significativa dal punto di vista emotivo.
È stata una stagione complicata, nella quale il gruppo non è riuscito a trovare quella continuità che avrebbe potuto dare maggiore solidità al percorso. Negli anni precedenti, anche grazie ad alcuni innesti, eravamo riusciti a fare passi avanti importanti; quest’anno invece abbiamo pagato diversi cambiamenti, alcune rinunce e una fase delicata tipica dell’età. Dispiace per quei ragazzi che hanno smesso, perché in parte si è avvertita la sensazione della fine di un ciclo.
Resta però il valore umano di una squadra composta da ragazzi che, nella maggior parte dei casi, si sono sempre impegnati e sono rimasti legati a me ed alla Sorianese. Molti arrivano da fuori, da realtà come Vasanello e Orte, e hanno scelto Soriano perché hanno visto in questa società un ambiente credibile.
Tre anni di percorso: crescita, difficoltà e attaccamento alla maglia
Dal punto di vista tecnico è stato un anno di transizione. Alcune dinamiche legate al passaggio tra categorie, con ragazzi chiamati a giocare anche con l’Under 18 e altri che poi scendevano a dare una mano, hanno reso più difficile mantenere equilibrio e continuità. Sono situazioni che fanno parte del percorso di crescita, ma che per un gruppo giovane possono creare momenti di sconforto.
La presenza agli allenamenti non è stata sempre costante per tutti, anche se una parte del gruppo ha garantito continuità e serietà fino alla fine. È da questi ragazzi, dal loro attaccamento e dalla loro disponibilità, che bisogna ripartire».
Il bilancio del tecnico non si ferma però alla sola stagione appena conclusa, ma allarga lo sguardo ai tre anni vissuti alla guida del gruppo.
«Per me sono stati tre anni molto importanti. Ho conosciuto la realtà di Soriano, mi sono trovato bene e mi sono sentito come a casa. In questo percorso siamo stati seguiti da tantissimi ragazzi: ci sono state partite in cui venivano a sostenerci, facevano il tifo e si respirava un coinvolgimento vero.
Abbiamo vissuto trasferte molto sentite, come quelle di Tuscania e Montalto, e in casa abbiamo ottenuto belle vittorie davanti a tanto pubblico. Mediamente, nelle partite interne, c’erano 150-200 persone tra ragazzi, genitori e squadre avversarie. È un campionato che spesso viene sottovalutato o un po’ tralasciato, ma che secondo me ha invece un valore importante.
Per questo credo che le società dovrebbero dare maggiore attenzione a queste categorie, cercando di formare squadre competitive e mettendo gli allenatori nelle condizioni migliori per lavorare. Figure come un preparatore atletico sempre presente, dirigenti di riferimento e un aiuto allenatore possono fare la differenza nella gestione quotidiana di un gruppo.
Per il percorso che ho fatto, comunque, sono contento. Penso di aver migliorato i ragazzi e, allo stesso tempo, loro hanno migliorato me. Abbiamo cercato di costruire un gruppo vero, capace di combattere fino all’ultimo in quasi tutte le partite. In tre anni ci sono state pochissime gare in cui la squadra non è rimasta dentro la partita.
L’anno scorso abbiamo vinto anche contro la prima in classifica, siamo arrivati secondi e ci è sempre mancato qualcosa nei momenti decisivi, soprattutto nelle partite secche di Coppa e playoff, dove alcune assenze hanno inciso. Con qualche episodio diverso, forse, avremmo potuto prendere un’altra strada.
Non mi posso lamentare dell’impegno che i ragazzi hanno messo. Sono sempre stati disponibili, si sono comportati bene nei miei confronti e hanno dimostrato attaccamento alla maglia e alla Sorianese. Per questo, al di là delle difficoltà, porto con me un bilancio umano molto positivo».
Una stagione di transizione da cui ripartire
Per il gruppo si chiude quindi un’annata difficile, più vicina a una stagione di transizione che a un percorso lineare. Dopo due anni di crescita evidente, la squadra ha dovuto fare i conti con cambiamenti, innesti mancati e diversi elementi aggregati ad altre categorie, con inevitabili ripercussioni sull’equilibrio complessivo.
Resta il lavoro svolto nel tempo, insieme alla consapevolezza che alcune difficoltà non cancellano il percorso costruito. La stagione si chiude con amarezza per il risultato, ma anche con una fotografia chiara dei punti da cui ripartire.
