I numeri della stagione dicono quinto posto. Dicono 48 punti, 15 vittorie e altrettante reti segnate. Ma per raccontare l’anno dell’Under 15 provinciale della Sorianese bisogna guardare oltre la fredda matematica della classifica. Questa è la storia di un viaggio iniziato a settembre tra mille incognite e terminato a giugno con la certezza di aver costruito qualcosa di grande. Mese dopo mese, i ragazzi hanno imparato a stringere i denti nei momenti difficili, trasformando la fatica degli allenamenti settimanali in una precisa identità di gioco.
I numeri dell’attacco rossoblù
Una cooperativa del gol capace di mandare in rete tantissimi elementi diversi, segno di un’orchestra in cui tutti sanno suonare lo spartito. Davanti alla difesa spiccano le fiammate di Puleggi (10 centri) e le giocate di Polleggioni (9 gol). Subito dietro spingono Fileni, Blasi e Giardili. Ottimo anche l’apporto in fase realizzativa di Bernardini, Alessio e Michele Calistri, Galletti, fino ad arrivare alle firme pesanti di Catalani, Centofanti, Lupino, Lamoratta, Rinaldi e Vitali. Tutti protagonisti.
A fine campionato abbiamo incontrato l’allenatore, mister Enrico Mastrangeli, per tracciare un bilancio di questo percorso, parlando di crescita, identità e dei momenti chiave che hanno segnato la stagione rossoblù.
Mister, guardando all’intero campionato, quale pensi sia stata la crescita più importante compiuta dalla squadra nel corso dell’anno?
«È stato un anno in cui abbiamo visto crescere molto i nostri ragazzi. Siamo partiti a settembre con la consapevolezza di quanto di buono eravamo riusciti a fare nella stagione precedente, poi sono arrivati nuovi ragazzi e sono saliti i 2012. All’inizio non è stato semplice, perché dovevamo integrare tutti in poco tempo. La squadra si è completata appena una settimana, dieci giorni prima dell’inizio del campionato e nelle prime giornate abbiamo pagato un po’ questa situazione. Dopo circa dieci mesi, però, posso dire che oggi abbiamo una squadra vera, un gruppo pronto ad aiutarsi e a mettersi a disposizione l’uno dell’altro. Questa è sicuramente la crescita più importante».
C’è una partita che, più di tutte, rappresenta l’identità di questa squadra o che l’ha lasciata particolarmente soddisfatto?
«Ci sono stati tanti momenti dell’anno che ci hanno reso orgogliosi di questo gruppo, ma credo che la partita di Viterbo contro l’Oratorio Grandori sia quella più significativa. Venivamo da una sconfitta pesante a Pianoscarano e la gara successiva ci metteva di fronte alla capolista del girone, ancora una volta fuori casa. Durante la settimana abbiamo lavorato con grande attenzione sull’obiettivo di rimetterci subito in carreggiata. Il timore di poter sbandare c’era, anche perché avevamo alcune assenze importanti. La domenica mattina, invece, siamo scesi in campo con concentrazione e con un’applicazione precisa di ciò che avevamo preparato in allenamento. Siamo riusciti a vincere, ma la soddisfazione più grande non è stata solo il risultato: è stata vedere l’applicazione tecnica, tattica e soprattutto lo spirito di gruppo».
Al di là dei risultati, cosa si porta dentro da questa esperienza vissuta insieme ai ragazzi? Quale ricordo conserverà con più piacere?
«I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se penso a come siamo partiti due anni fa e a dove siamo arrivati oggi, il percorso è evidente. Quest’anno resta anche qualche rimpianto, perché credo che avremmo potuto arrivare comodamente sul podio. Ci sono state partite un po’ stregate, in cui la palla non voleva proprio entrare. C’è però un episodio che mi piace ricordare, perché credo che lì si sia visto davvero il lavoro fatto: giocavamo a Vignanello e ci siamo presentati con tantissime assenze, fra influenza e infortuni. Nonostante questo siamo riusciti a vincere una partita complicata. Ho sempre cercato di portare avanti tutti i ragazzi e di prepararli al meglio, anche se il gruppo era molto numeroso. In quella occasione mi sono reso conto che stavamo facendo un ottimo lavoro con tutti. Da questa esperienza mi porto la voglia di migliorare e di mettermi a disposizione di ogni ragazzo. Loro sono stati esemplari in questo. Credo che oggi siano giocatori più preparati, pronti ad affrontare un nuovo step per crescere e diventare giocatori con la G maiuscola».
Il futuro comincia adesso
I cancelli del campo si chiudono su un quinto posto che, per stessa ammissione del mister, va persino stretto ad una squadra che avrebbe meritato il podio. Ma il verdetto del campo, alla fine, passa in secondo piano. La Sorianese Under 15 spegne i riflettori sulla stagione con un patrimonio molto più prezioso di tre punti in classifica: la maturità. Questi dieci mesi lasciano in dote una squadra consapevole dei propri mezzi e ragazzi pronti a fare il grande salto verso le categorie successive. I riflettori sulla stagione si spengono, ma la sensazione è che il meglio debba ancora venire.





