aSD SORIANESE

Gianluca Polidori, attaccante classe 1992, ha iniziato a calciare un pallone a soli tre anni insieme al fratello Alessandro. Una passione incontenibile, tanto da spingere i genitori – stremati dai continui “danni” in casa – a portarli al campo. Da quel momento il calcio diventa parte integrante della sua vita ed è lì che scopre il senso più autentico del gioco: quello fatto di divertimento e libertà.

Dopo una stagione positiva alla Flaminia in Serie D, nel 2014/2015 torna a vestire il rossoblù della Sorianese, segnando l’inizio di un legame destinato a rafforzarsi stagione dopo stagione. Nel giugno 2019 saluta l’Orvietana, al termine di tre campionati vissuti da protagonista, per poi scrivere una pagina memorabile con il Canale Monterano: nella stagione 2022/2023 firma al 92’ il gol che condanna il Tarquinia e decide il playout del “Bonelli”, regalando la salvezza alla sua squadra.

Il sogno più grande arriva però nella stagione 2023/2024, quando contribuisce in maniera determinante a riportare la Sorianese in Eccellenza Lazio, massimo campionato regionale. L’anno successivo, nel massimo campionato regionale, conferma il suo peso specifico sotto porta: 12 gol che lo consacrano ancora una volta tra gli attaccanti più incisivi della categoria.

Il sigillo arriva con il riconoscimento ottenuto nell’edizione 2025 della Top 11 – Premio Etrusco & Oscar Calcio della Tuscia, che seleziona gli undici talenti capaci di lasciare il segno nei rispettivi ruoli. A rappresentare con orgoglio l’ASD Sorianese c’è proprio lui, Gianluca Polidori, premiato come miglior attaccante della stagione 2024/2025.

Gianluca Polidori, non solo gol

Ma Polidori non è soltanto il finalizzatore della Sorianese. Oltre ai gol, porta in campo carisma, personalità e una leadership naturale che lo rendono autentico trascinatore del gruppo e ne diventa punto di riferimento. A tutto questo aggiunge la simpatia che lo contraddistingue: dentro e fuori dal campo, “zio Poli” è il compagno su cui puoi sempre contare, quello che sa sdrammatizzare, incoraggiare e tenere unito lo spogliatoio.

Come hai iniziato a giocare a calcio?
“Ho iniziato a giocare a tre anni. Io e mio fratello eravamo sempre con il pallone in casa, facevamo danni ovunque. Alla fine, disperati, i miei genitori ci hanno portato subito al campo: da quella passione è nato tutto.”

C’è un ricordo particolare della tua infanzia calcistica che porti ancora con te?
“Ho tantissimi bei ricordi. Quelli sono stati gli anni più belli, perché il calcio vero è quello lì: senza pressioni, senza false aspettative, solo divertimento puro. È quello che mi ha fatto innamorare di questo sport.”

Il gol che ricordi con più piacere?
“Il più bello della mia vita l’ho segnato a Todi, in una partita che sembrava quasi un derby: Massa Martana–Orvietana. Non lo dimenticherò mai, anche perché è stato decisivo e ci ha portato alla vittoria. Emozioni così restano per sempre.”

Cosa prova un calciatore quando deve calciare un rigore?
“Un rigore sembra facile, ma non lo è. In quel momento hai addosso un mondo intero: la squadra, i compagni, i tifosi, una città intera. È una responsabilità enorme. A volte va bene, a volte sbagli, ma resta sempre un mix di ansia e adrenalina.”

Cos’è il calcio per Gianluca Polidori?
“Il calcio per me è divertimento, prima di tutto. Ma è anche la mia vita, come dice la mia compagna Noemi: dal martedì al venerdì ti alleni, nel weekend giochi, d’estate prepari la stagione. È una passione che scandisce ogni giorno e che mi ha regalato momenti bellissimi. Non potrei immaginare di vivere senza.”

Un calciatore con la tua esperienza può pensare a un futuro senza calcio?
“No, senza calcio non si vive. Quando ci nasci dentro, non te ne liberi più. Non so quale sarà il mio ruolo dopo aver smesso di giocare, ma so che resterò in questo mondo.”

Da due anni e mezzo sei legato a Soriano. Cosa ti tiene qui?
“Soriano per me è speciale. Ci venni la prima volta da ragazzino, ci sono tornato vincendo i playoff e riportando la squadra in Eccellenza. Ritrovo ancora oggi i tifosi che c’erano allora: Piero, Walter, Alessandro, Cesare… persone che vivono il campo come una seconda casa. E poi c’è il legame con la famiglia Porta: gente vera, con valori chiari. Con loro non ci sono giri di parole, gli obiettivi sono trasparenti e condivisi. Questo, insieme all’attaccamento alla maglia, è ciò che mi lega a Soriano.”

Un messaggio ai tifosi rossoblù?
“Dico solo di starci vicino. Una stagione è lunga, fatta di momenti belli e difficili. Non sono frasi fatte, è la realtà. Siamo un gruppo giovane, con ragazzi importanti e uno staff nuovo. Abbiamo avuto qualche infortunio e una sconfitta a Maccarese ci può stare, ma vedo positività e unità. I nuovi sembrano qui da una vita, i “senatori” come Valentini, Bellacima, Perazza, Andreoli, Oriolesi, Spolverini sono fratelli veri. Credo che con il lavoro e con l’appoggio dei tifosi potremo toglierci soddisfazioni.”