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Dopo la retrocessione e il playout perso proprio contro l’Ottavia, la Sorianese riparte con una nuova guida tecnica: Christian Chirieletti, classe 1988, ex vice proprio sulla panchina dei capitolini. Un profilo giovane ma già rodato, scelto dalla società per dare una svolta chiara, sotto il segno dell’entusiasmo e della competenza.

In attesa dell’ufficialità sul possibile ripescaggio in Eccellenza, il nuovo allenatore ha già le idee chiare su gruppo, filosofia di gioco e mentalità. Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e per capire da dove passerà la rinascita rossoblù.

La Sorianese secondo Chirieletti

Dopo aver vissuto da protagonista la salvezza dell’Ottavia proprio nello scontro playout contro la Sorianese, oggi ti trovi dall’altra parte, alla guida tecnica di un gruppo che ha ancora negli occhi l’amarezza di quella sconfitta. Come si affronta una transizione così delicata, anche a livello umano?

Intanto ci tengo a ringraziare l’Ottavia per questi anni trascorsi insieme: la società tutta, perché mi ha dato l’opportunità di iniziare questo percorso e di crescere come allenatore. Per quanto riguarda la transizione dopo la retrocessione, credo che la chiave sia l’entusiasmo. È lo stesso entusiasmo che ho percepito sin dal primo incontro con il presidente Porta e con il direttore Moronti, e che è stato immediatamente contagioso. È proprio da qui che vogliamo ripartire: dall’energia che la società sta trasmettendo e che io stesso ho sentito forte sin da subito. Un’energia che sarà fondamentale anche per i giocatori riconfermati, perché dovranno percepire chiaramente questa volontà di reagire e rilanciare. La base da cui ripartire è questa.

La Sorianese attende ora il verdetto ufficiale sul ripescaggio in Eccellenza. In che modo si costruisce una squadra competitiva in una situazione così incerta? Qual è il tuo approccio nel preparare un gruppo che deve farsi trovare pronto in ogni scenario?

Credo che, salvo sorprese dell’ultima ora, il ripescaggio sia da considerarsi pressoché certo al 99%. È chiaro che, allo stato attuale, ci stiamo preparando per affrontare il campionato di Eccellenza: è questo l’orizzonte su cui stiamo lavorando. Anche perché, per storia e per quello che rappresenta nel panorama calcistico regionale, la Sorianese merita di stare in quella categoria e su quei palcoscenici. Qualora il ripescaggio non dovesse concretizzarsi, avremo comunque gettato basi solide per affrontare con ambizione il campionato di Promozione. Ma, lo dico con convinzione, sono fiducioso che ci sarà l’Eccellenza ad attenderci.

Arrivi da un’esperienza intensa, culminata con la salvezza all’ultimo respiro. Che bagaglio tecnico e umano porti con te da quei quattro anni all’Ottavia? E cosa pensi di poter trasmettere a questa nuova realtà?

L’esperienza all’Ottavia ha rappresentato per me un percorso di crescita continuo, stagione dopo stagione. La salvezza dell’ultimo anno, per come è arrivata, è stata un vero e proprio miracolo sportivo, considerate le difficoltà affrontate. Ma già l’anno precedente avevamo raggiunto un traguardo straordinario con la vittoria della Coppa Italia, un successo importante e meritato, frutto del lavoro di uno staff compatto e di una società che ci ha sempre supportato. A Soriano porterò con me tutto questo vissuto, cercando di offrire un approccio fresco, anche grazie alla mia età e al mio percorso. Insieme al nuovo staff punteremo molto su intensità, organizzazione e cura della fase tattica: tre aspetti su cui vogliamo costruire la nostra identità e farci trovare pronti ogni domenica.

A livello tattico e identitario, quale sarà la tua impronta sulla Sorianese? Si partirà dalla valorizzazione del blocco attuale o prevedi cambiamenti significativi nella filosofia di gioco?

In questa fase stiamo parlando con alcuni profili già presenti in rosa, quello che potremmo definire lo “zoccolo duro” della squadra. Mi auguro che molti di loro restino, perché li considero prima di tutto persone di valore, oltre che ottimi calciatori. Sono giocatori che conosco bene e con i quali credo si possa costruire qualcosa di solido. Parallelamente, valuteremo l’inserimento di nuovi innesti per dare alla squadra un’identità diversa rispetto allo scorso anno. Come sempre, sarà fondamentale individuare under all’altezza, in grado di reggere l’impatto tecnico e mentale della categoria. Sul piano tattico, l’idea è quella di proporre qualcosa di nuovo, anche in base alla struttura della rosa attuale. Lavoreremo comunque su più moduli, per avere soluzioni alternative e adattabilità durante la stagione.

Ogni percorso tecnico è anche una relazione: con il gruppo, con la società, con l’ambiente. Cosa pensi di poter dare alla Sorianese e, allo stesso tempo, cosa ti aspetti di ricevere da questa nuova avventura?

Da questa nuova avventura mi aspetto, innanzitutto, di ricevere l’affetto dell’ambiente e dei tifosi, che per noi rappresentano un valore fondamentale. Mi aspetto impegno quotidiano dai giocatori: attenzione, costanza e voglia di lavorare ogni giorno, perché solo attraverso questo atteggiamento si può raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti. Alla Sorianese, invece, vorrei dare un’identità chiara. L’idea è costruire una squadra riconoscibile, affamata, ben messa in campo, che per novanta minuti non smette mai di lottare. Vorrei che si crescesse insieme, anche dal punto di vista mentale e della personalità. A Soriano ci sono giocatori forti, ma dobbiamo dimostrarlo come gruppo. Per farlo servirà concentrazione, spirito di sacrificio e tanta intensità in ogni allenamento. Solo così potremo davvero alzare l’asticella.

Christian Chirieletti e il Presidente della Sorianese, Moreno Porta