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C’è un momento esatto in cui i numeri smettono di essere fredde statistiche e si trasformano in rimpianto, ma anche in orgoglio. È il 46° della ripresa dell’ultima giornata di campionato. La Sorianese Under 18 è avanti 3-2 contro il Pianoscarano, nonostante giochi in dieci uomini fin dal primo quarto d’ora per un’espulsione che ha il sapore amaro dell’ingiustizia. Manca un soffio al traguardo dell’élite, ma il calcio sa essere spietato: il pareggio avversario arriva a tempo scaduto, e il sorpasso dell’Ostiantica si consuma proprio sul filo di lana.

Il quinto posto finale a quota 39 punti racconta però una storia diversa, che va ben oltre la delusione di un pomeriggio di fine stagione. È la storia di un gruppo nato quasi per scommessa, partendo da un foglio praticamente bianco.

Under 18 rossoblù: tutto ebbe inizio nell’estate 2025

All’inizio del raduno estivo, la rosa dell’Under 18 regionale contava appena due ragazzi nati nel 2008. Il resto del gruppo è stato costruito pescando a piene mani dal bacino dei campionati provinciali, aggregando ben cinque classe 2009. Per molti di loro si trattava del primo impatto con il calcio regionale: un salto di categoria che per chiunque avrebbe significato mesi di apprendistato e sofferenza. Invece, quattro di quei giovanissimi del 2009 sono diventati subito titolari inamovibili, gettati nella mischia contro corazzate del calibro di Civitavecchia e Maccarese. La Sorianese non si è limitata a difendersi, ma ha imposto un calcio sfrontato e coraggioso, capace di produrre la bellezza di 62 reti complessive.

La forza di questa squadra è stata la capacità di reinventarsi e di non dipendere mai da un unico leader. Il peso dell’attacco è stato diviso equamente, come in una cooperativa del gol. Innocenzi e Pallotta hanno guidato la classifica marcatori interna con 9 centri a testa, ma la vera intuizione è stata la metamorfosi di quest’ultimo, trasformato con successo da geometra del centrocampo a terminale offensivo letale. Accanto a loro, l’impatto devastante di Aziz Bah, arrivato a dicembre e subito decisivo, e i guanti di velluto di Quattrini con 8 gol. Senza dimenticare la continuità sotto porta di Di Mari, Petroselli e Mastrogregori, tutti a quota 7 reti. Proprio Mastrogregori rappresenta il manifesto del lavoro societario: le sue prestazioni e i suoi assist gli hanno spalancato le porte della prima squadra, ricalcando il percorso di valorizzazione vissuto l’anno precedente da Carosi.

La seconda parte del campionato

Il girone di ritorno ha preteso un conto salatissimo dalla Sorianese Under 18. La coperta si è accorciata improvvisamente a causa di infortuni e squalifiche. Su tutte, ha pesato l’assenza prolungata di Paoluzzi, difensore duttile, molto utile alla squadra, frenato prima dalla mononucleosi e poi da una serie di problemi a inguine e spalla. Nei momenti di emergenza, però, sono emerse la serietà e la dedizione di Rita e Piergentili, due dei 2009 sempre presenti all’appello, pronti a stringere i denti.

«È stata una stagione stra-positiva – sottolinea Giovannini – perché fino all’ultima giornata eravamo dentro l’élite. Siamo partiti praticamente dal nulla. Abbiamo affrontato il campionato con cinque 2009 e con tanti ragazzi che avevano sempre e solo giocato nei provinciali. Arrivare quinti ed essere stati dentro le prime quattro fino a un minuto dalla fine dà la reale misura del lavoro fatto».

I meriti, per Giovannini, vanno divisi equamente tra tutte le componenti che hanno orbitato attorno allo spogliatoio in questi mesi intensi: «Sono soddisfatto e contento perché abbiamo creato una bella squadra. Il merito è dei ragazzi, dello staff e dell’aiuto prezioso di Achille e Adriano Blasi, preparatore atletico. Abbiamo fatto crescere giovani che non avevano mai affrontato un campionato regionale e dato continuità a una valorizzazione importante. Ora restiamo in attesa delle decisioni societarie per valutare il futuro».

Anche il vice allenatore Cianchi conferma la lettura positiva di una stagione nata tra qualche incognita e cresciuta settimana dopo settimana attraverso il lavoro quotidiano del gruppo: «La stagione era iniziata con qualche perplessità, ma con il passare delle settimane abbiamo visto formarsi un bel gruppo e anche il lavoro di Riccardo ha cominciato a portare i frutti che speravamo entrambi. È stata un’annata in cui purtroppo, in un paio di partite, siamo stati anche un po’ sfortunati e questo ci ha tolto la possibilità di entrare tra le prime quattro squadre. Personalmente ritengo la stagione sportiva molto positiva: si è formato un bel gruppo, i ragazzi sono stati eccezionali e, permettimi di dirlo, si è creato anche un bel rapporto di collaborazione con Riccardo».

Resta l’amarezza per un traguardo sfuggito sul più bello, ma resta soprattutto la consapevolezza di aver trasformato un gruppo di scommesse acerbe in una squadra vera, capace di guardare negli occhi chiunque. La Sorianese Under 18 chiude il 2026 con un quinto posto che racconta il percorso di una squadra diventata grande nel momento in cui ha imparato a non sentirsi più una sorpresa.